E’ bello appartenere – sentirsi parte di una comunità non come stranieri o ospiti, ma come familiari che hanno, come pietra angolare, lo stesso Cristo Gesù.
Affascina questa larghezza di orizzonti contenuta nel pensiero di Paolo, in prigione. Nel merito, il Mistero è l’apertura ai gentili (i pagani), è l’abbattimento di un ideale muro di divisione tra ebrei e pagani, ma, contemporaneamente, è la vocazione, in Cristo, ad essere una sola cosa in Lui.
Colosse è una piccola cittadina dell’Asia minore, a 150 km dalla più famosa Efeso (che invece si trova sulla costa, nell’attuale Turchia) . Leggendo lo scritto a loro indirizzato, ci viene offerto un ritratto dell’animo paolino nel momento in cui una comunità sbanda di fronte alla limpidezza e profondità del Mistero, che è la realtà stessa di Cristo. Ha il suo perché il saluto di Paolo e dei vari collaboratori, fratelli nella fede e grandi testimoni. Oggi sono i volti noti e meno noti di coloro che sostengono le nostre comunità. Ad essi vada il saluto e la riconoscenza di tutti.
Lezione di don Manzi
