Siamo inondati pacificamente di omelie nelle nostre chiese. I giudizi su di esse suscitano un vocabolario estetico amplissimo. Quella che chiamiamo – dal II sec. – Lettera agli ebrei, è una omelia colta e raffinata, un discorso di esortazione verso i fedeli, una mirabile sintesi di temi. I colori di questo testo raccontano il mistero di Cristo, Parola Ultima e definitiva del Padre, il mistero della Chiesa che partecipa al culto secondo lo Spirito di Gesù, e la singolarità della fede propria di chi non si è accostato ad un fuoco ardente, ma a “città del Dio vivente” (Eb 12,22). L’effluvio di parole dei predicatori è benevolmente ricompensato da un invito garbato:” Ricordatevi dei vostri dirigenti, i quali vi hanno annunziato la Parola di Dio.Considerando
attentamente l’esito finale della loro vita, imitatene la fede. (Eb 13, 7)
